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Giovedì 12 Gennaio si terrà l’assemblea straordinaria di Unicredit che dovrà approvare la proposta di aumentare il capitale sociale per un importo fino a 13 miliardi, comprensivo dell’eventuale sovrapprezzo di emissione da eseguirsi entro Giugno 2017 e del raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria avente godimento regolare ogni 10 azioni ordinarie esistenti e di 1 nuova azione di risparmio avente godimento regolare ogni 10 azioni di risparmio esistenti. Verosimilmente causa tempi tecnici da parte di Consob per l’approvazione del prospetto informativo, l’aumento non ci sarà prima di metà Febbraio.

Un aumento di capitale di queste dimensioni anche alla luce del fallimento della soluzione privata su MPS sarà un prova non facile da superare per Unicredit, nonostante il sentiment positivo sul nostro mercato dell’ultimo mese.

In base a queste considerazioni l’idea è di assumere una posizione ribassista su Unicredit magari in spread su altri bancari, un classico è Short UCG e Long ISP per esempio.

La posizione al ribasso, dato che UCG è un titolo di rilievo, può essere assunta attraverso svariati strumenti (CW, Opzioni, Future, Certificati, CFD…)

Uno strumento molto interessante è questo certificato CH0337052044 emesso da Leonteq, emittente svizzero, le cui caratteristiche sono qui riportate in modo dettagliato.

Il certificato in questione prezza oggi 1.90 in denaro e 1.94 in lettera a fronte di una quotazione di UCG di circa 2.63, quindi comprarlo in lettera equivale a shortare in modo lineare l’azione a 2.56, circa 0.07€ in meno dell’azione stessa!

Grafico andamento giornaliero certificato LeonteqGrafico in tempo reale - (Teleborsa)

Questa differenza è data dal valore delle opzioni che lo compongono che riflettono la possibilità di una rilevazione a scadenza (Aprile) sotto la barriera (2.475) di UCG. Infatti basterebbe un -7% di UCG a scadenza per far guadagnare al certificato un 34% sempre a scadenza. Da qui si evince la convenienza nel preferire questo strumento rispetto ad uno short diretto su azione se si ha una view ribassista di breve-medio periodo! D’altra parte lo strumento ha un Cap a 2.61 di certificato che corrisponde al valore di 1.89 di UCG, quindi il massimo guadagno rispetto allo short su azione è limitato!

In occasione del raggruppamento azionario verranno rettificati i valori di Strike e Barriera, che diventano rispettivamente 22.5 e 24.75 mentre 500 certificati non controlleranno più  500 azioni ma 50 azioni!

Altro aspetto da tenere in considerazione è cosa succederà al certificato in occasione dell’ADC, come ogni evento di natura straordinaria anche in questo caso ci sarà una rettifica in modo da lasciare inalterate le peculiarità dello strumento.

In base anche a quello comunicato dallo stesso emittente nel suo prospetto, la rettifica sarà quella usata dal mercato di riferimento, in questo caso l’ IDEM e sarà attraverso il coefficiente K: dato dal rapporto del prezzo dell’azione EX e di quello dell’azione CUM.

Poniamo per esempio di avere un K di 0.5, i valori di riferimento del certificato saranno: Strike 1.125 o 11.25 dopo raggruppamento, Barriera 1.2375 o 12.375 e multiplo di 1000 azioni o 100 dopo raggruppamento saranno controllate da 500 certificati.

Gianlorenzo Ori

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